Percorso Soluzione

Foto di M.Melzi

Chi sono

Mi chiamo Elena Falda.

Sono psicoterapeuta a indirizzo psicodinamico; laureata in psicologia, ma anche in filosofia, negli anni ho ampliato le mie competenze anche in altre pratiche.

Mindfulness

Con la laurea in filosofia ho acquisito una conoscenza approfondita dei processi cognitivi e della strategia dialettica, che utilizzo nella pratica psicoanalitica perché permette di avere una visione ad ampio spettro della persona che si rivolge a me.

semplicità e immediatezza

Utilizzo la mindfulness perché permette un rapporto terapeutico focalizzato nel tempo presente.

Perché il passato è immutabile.

Questo approccio, supportato dalla competenza filosofica, mi aiuta a porre le giuste domande, per evolvere e risolvere.

          vedere la propria esistenza secondo una diversa prospettiva

Le risoluzioni che affronto con questa strategia sono riferite a diversi problemi: ansia, panico, depressione, dipendenze, disturbi relazionali e sessuali, relazione di coppia, amore tossico e dipendenza affettiva.

Tutti problemi a cui, normalmente, si cerca di porre rimedio guardando al nostro passato, con l’obiettivo di eliminarli; io invece intendo aiutarvi ad affrontarli nel presente.

Per gestirli e liberarcene.

La vita che meritiamo

L′approccio convenzionale si concentra sul sintomo (ad esempio ansia o depressione) che la persona dichiara, come sofferenza.
Ma per me il sintomo non è il problema: è la tentata soluzione che la persona ha cercato di trovare al problema.

Ma è questa tentata soluzione che, nel tempo, si è irrigidita ed è diventata patologica, cioè causa di sofferenza.

La vera soluzione, per me, consiste non tanto nel tentativo di curare il sintomo quanto nell’allargare maggiormente le possibilità di consapevolezza, e di vita, del paziente.
Per una maggiore armonia interiore.

Perché il rifugiarsi nel sintomo altro non è se non chiusura rispetto ad altre possibilità di soluzione.

Usando l’idea di un appartamento, come metafora dell’esistenza del paziente, il sintomo vi accoglie nell’atrio e vi dice che siete chiusi lì dentro.
Ma, in quell’atrio, ci sono tante porte che non abbiamo aperto: insieme le dobbiamo aprire.

Il mio lavoro è di mostrarvi le porte, aprirle con voi e ingrandire quell’atrio, per aiutarvi a vedere l’intero appartamento.

Per questo non mi oriento al passato: il problema è nel presente, e vederlo nel presente mi consente di aiutare la persona a renderlo relativo, non più centrale.

Lo faccio creando un’alleanza relazionale tra me e il paziente, interrogando il sintomo, o i sintomi, attraverso questa relazione.

Io vi accompagnerò in questo percorso.
Così trasformando, sempre insieme, l’energia che da essi viene risucchiata in una forza costruttiva ed evolutiva.

Per vivere una vita migliore.